Un’esperienza immersiva tra la galleria della loggia di Carona e la piazza Montaà.

Scandalo Visivo non è una mostra tradizionale, ma un percorso tra galleria e spazio comune del nucleo di Carona.I visitatori saranno provocati dal confronto immersivo tra arte e luoghi di vita quotidiana. Lo spazio espositivo non resta chiuso, ma si apre all’esterno e al pubblico. Il rigore della galleria incontra l’imprevedibilità della strada, creando un contrasto diretto tra controllo e spontaneità. Dalla galleria a Piazza Montaà, lo spostamento parte integrale dell’esperienza. Una sfida: “Vieni, osa, guarda e partecipa”.

L`evento include uno spettacolo teatrale, performance, opere, installazioni immersive ed esperienze artistiche ed emotive che potrebbero scandalizzarti, divertire, farti riflettere, o spaventare, ma saranno sempre emozioni.

Il visitatore è invitato a lasciare una traccia—un gesto pittorico, una parola,  un canto, o un pensiero poetico scritto su un tessuto preparato appositamente per accogliere partecipazione, intuizioni e piccoli slanci d’anima, insomma, diventarai protagonista. Ogni segno si intreccia con un altro, ogni voce si somma a un coro silenzioso ma potente. Nascerà un’opera collettiva, in continua trasformazione, dove la condivisione diventa linguaggio e la collaborazione una forma sottile di complicità. Sarà un viaggio un po`scandaloso, si!, ma di quelli che fanno sorridere mentre ti sussurrano qualcosa di vero. Dalla galleria alla piazza Montaà, tutto si mescola, l’eleganza incontra il caos, il pubblico si mette in piazza senza pudore.

Vieni, lascia il tuo segno. Diventa parte della grande opera.

“Lo scandalo non risiede nell’immagine stessa, ma nella capacità di guardare oltre la superficie, dove il pensiero si fa poesia e la ricerca diventa scoperta.”

Programma dell'esperienza

Venerdì 12 giugno ore 17:00
apertura evento in piazza Montaà tra installazioni, dipinti e opere insolite, seguito da un aperitivo. 

Sabato 13 giugno ore 17:00
Mani Legate performance di Gudrun De Chirico: un corpo e una corda, una performance che esplora il limite, l’impotenza e la tensione tra ciò che vorremmo cambiare e ciò che possiamo davvero fare. A seguire ore 18:00, aperitivo tra le installazioni e le opere in piazza Montaà. 

Domenica 14 giugno ore 10:00  
Colazione insieme: caffè e brioche per una visione più distesa dell’evento, tra artisti e opere. Un momento informale per incontrarsi, osservare i lavori da vicino e parlare direttamente con chi li ha creati. 

Domenica 14 giugno ore  17:00
Spettacololo teatrale Il Brutto, il Bello nell`Arte –  Finissage con aperitivo in galleria alle ore 18:30 – chiusura evento.

10 ARTISTI +
10 CONCETTI TRASFORMATI IN OPERA.

01

A MANI LEGATE - performance

Gudrum De Chirico

Un corpo e una corda: un vincolo concreto che diventa immagine di una condizione più ampia. A mani legate è una performance che esplora il limite, l’impotenza e la tensione tra ciò che vorremmo cambiare e ciò che possiamo davvero fare. In un mondo fatto di dinamiche e sistemi che ci superano, che accelera e chiede efficienza, il corpo esita, si ferma, resiste. Proprio in questa fragilità emerge uno spazio inatteso di consapevolezza. Forse non possiamo sciogliere tutto ciò che ci lega. Forse non possiamo contenere la complessità che ci circonda. 

Lo scandalo non è l’azione ma ciò che resta sospeso. 

02

la voce della violenza

Claudia Cantoni e Francesca Sanfilippo
“La voce della violenza” è un’installazione immersiva che materializza l’essenza, la memoria e la denuncia trasforma abiti scuri in carne simbolica, in contrasto con il tape rosso che ne disegna il corpo riportandoci all’immagine di un crimine, così componendo una mappa silenziosa del femminicidio. 

03

MaCchine desideranti e arte digitale come macchina celibe

Fosco Valentini

L’arte come una macchina celibe, consuma senso senza utilità e proprio per questo resta uno scandalo necessario nel nostro rapporto con le macchine e il digitale L’arte digitale si colloca in questa soglia, come uno “Scandalo tecnologico” che sfugge alla domanda funzionale del nostro tempo: “a cosa serve?”. In una società che attribuisce valore solo a ciò che è produttivo o vendibile, ciò che non ha scopo immediato viene escluso o frainteso. Eppure, e proprio in questa eccedenza che l’arte continua a interrogare il rapporto tra macchina, coscienza e desiderio, restando uno spazio di tensione aperta e non risolta.  

04

Respectful boundaries

Francesca Sanfilippo
Respectful  Boundaries non è solo un’installazione artistica e coinvolgente ma anche uno strumento per il cambiamento sociale. Sfida la società ad affrontare la questione del consenso e delle molestie, spingendoci tutti a essere più rispettosi dei confini personali e più empatici verso le esperienze degli altri. 

05

Schiavi

Francesco Di Gregorio

Una raccolta di fotografie scattate sui mezzi pubblici e ambienti comuni con l’intento di indagare i nuovi atteggiamenti delle persone nella dipendenza dai telefoni cellulari. Fotografie scattate dal telefono a telefoni. Da questi ritratti emerge il condizionamento che abbiamo subito e accettato supinamente in cambio di una comodità che paghiamo a caro prezzo in termini di assopimento intellettuale e appiattimento della coscienza critica verso la realtà che ci circonda. 

06

etnia - l'amore senza confini

John Doing

Tutto ciò che coinvolge le nostre percezioni può essere descritto in tutte le forme immaginabili.  L’esperienza accumulata negli anni stimola l’interpretazione del passato, del presene e del futuro.  La gamma di simboli usata da JD ha come scopo la somma degli elementi fondamentali di diverse culture, che sono entrati a fare dell’immaginario comune e perciò interagiscono. 

Tutto senza limiti d spazio e di tempo. 

07

big lie

Nicola Ganser

Big Lie interroga il rapporto tra verità, narrazione e potere nel contesto contemporaneo. Ciò che ci viene raccontato corrisponde davvero alla realtà, oppure le dinamiche che orientano le sorti del mondo sono guidate da intessi e soggetti che restano invisibili, esclusi dal dibattito pubblico? L’opera offre uno spunto di riflessione senza pretesa di esaustività, con la volontà di offrirsi come spazio critico: il dubbio come strumento di consapevolezza. 

08

voci dentro il volto

Mileva Coray

Nel cuore antico di Carona, tre presenze si ergono come soglie da attraversare. Non sono semplici figure: sono frammenti di umanità, sospesi tra ciò che appare e ciò che si nasconde. 

Ogni installazione si compone di tre moduli lignei, pensati per essere attraversati fisica-mente dallo spettatore. Sul primo pannello si offre il mezzo busto della persona, mentre sul lato opposto emergono i suoi dialoghi interiori. Sul secondo pannello, posto a circa 150 cm, altri pensieri e voci interne si dispiegano; sul retro, la nuca e le spalle rivelano ciò che normalmente resta invisibile. 

09

mondi possibili quale futuro vogliamo - Cuore vivo

Zuni de Fernex

Quale futuro vogliamo costruire insieme? 

L’installazione si presenta come un monolito etico nel cuore della piazza. Quattro sfere dipinte con i colori vibranti e fragili del nostro pianeta accolgono i passanti, non come spettatori passivi, ma come co-autori di un futuro possibile.  Le sfere si vannotrasformando grazie alla collaborazione delle persone che applicano immagini, disegni, pensieri per dare forma visiva ai propri desideri e visione futura della nostra umanità, Un organismo collettivo in continua evoluzione che alla fine diventa un mosaico di un possibile futuro che vogliamo costruire insieme con una atmosfera di unità e solidarietà. 

10

La grotta degli dei

Filippo de Fernex
Una caverna che custodisce il mistero, gli dèi di ogni tempo e cultura sulle pareti di roccia emergeno come visioni eterne. un’esperienza che mette il divino nelle mani del visitatore. Entrare significa varcare una soglia sottile, dove il sacro smette di essere distante e diventa improvvisamente intimo, tangibile e reale. Un’esperienza per mettere l’uomo al centro dell’universo attraverso un atto concreto di modellazione della propria immagine divina.