Un’esperienza nell’arte dal 12 al 14 giugno, 3 giorni, 1 percorso, 10 artisti; dalla galleria la Loggia di Carona a piazza Montaà.
L`evento include uno spettacolo teatrale, performance, opere ed esperienze artistiche e emotive alle quali i visitatori saranno anche protagonisti. La visita potrà scandalizzarti, divertire, farti riflettere. Non è una mostra tradizionale, ma un percorso tra galleria e il nucleo di Carona dove gli artisti esporanno le loro opere. I visitatori saranno provocati dal confronto tra arte e luoghi di vita quotidiana. Lo spazio espositivo non resta chiuso, ma si apre all’esterno.
Dalla galleria a Piazza Montaà lo spostamento parte integrale dell’esperienza. Una sfida: “Vieni, osa, guarda e partecipa”.
Lo scandalo non risiede nell’immagine stessa, ma nella capacità di guardare oltre la superficie, dove il pensiero si fa poesia e la ricerca diventa scoperta.
Da Venerdì 12 giugno ore 17:00 a domenica 14 giugno ore 18:30
In Galleria e in piazza le opere saranno a vostra disposizione per essere vissute, viste, apprezzate o criticate.
Orari apertura Galleria dalle 9:30 alle 18:30. Opere in piazza Montaà, sempre aperto.
Venerdì 12 giugno ore 17:00 alle 19:30 in piazza Montaà
apertura evento in piazza Montaà tra installazioni, dipinti e opere insolite, seguito da un aperitivo.
Sabato 13 giugno dalle 9:30 alla 18:30. Alle 17:00 presso galleria La Loggia performance di Gudrun De Chirico
A Mani Legate performance di Gudrun De Chirico: un corpo e una corda, una performance che esplora il limite, l’impotenza e la tensione tra ciò che vorremmo cambiare e ciò che possiamo davvero fare. A seguire ore 18:00, aperitivo tra le installazioni e le opere in piazza Montaà.
Domenica 14 giugno dalle 9:30 alle 18:30, alle ore 10:00 in piazza Montaà colazione
Colazione insieme: caffè e brioche per una visione più distesa dell’evento, tra artisti e opere. Un momento informale per incontrarsi, osservare i lavori da vicino e parlare direttamente con chi li ha creati.
Domenica 14 giugno dalle 9:30 alle 18:30. Alle ore 17:00 presso galleria la Loggia spettacolo teatrale.
Spettacololo teatrale Il Brutto, il Bello nell`Arte – Finissage con aperitivo in galleria alle ore 18:30 – chiusura evento.
Mezzi pubblici
In treno fino a Paradiso stazione centrale, poi con autopostale 434 Lugano-Carona Paese.
Auto
Autostrada A2, uscita Lugano-Sud, direzione Lugano, poi seguire la segnaletica per Carona. Continuare salendo per 7 km e avrete cosi raggiunto Carona.
Parcheggi
Potete trovare un ampio parcheggio nei pressi della piscina di Carona, a pochi minuti a piedi dal luogo dell’evento.
Gudrun De Chirico
Un corpo e una corda: un vincolo concreto che diventa immagine di una condizione più ampia. A mani legate è una performance che esplora il limite, l’impotenza e la tensione tra ciò che vorremmo cambiare e ciò che possiamo davvero fare. In un mondo fatto di dinamiche e sistemi che ci superano, che accelera e chiede efficienza, il corpo esita, si ferma, resiste. Proprio in questa fragilità emerge uno spazio inatteso di consapevolezza. Forse non possiamo sciogliere tutto ciò che ci lega. Forse non possiamo contenere la complessità che ci circonda.
Lo scandalo non è l’azione ma ciò che resta sospeso.
Claudia Cantoni e Francesca Sanfilippo
“La voce della violenza” è un’installazione immersiva che materializza l’essenza, la memoria e la denuncia trasforma abiti scuri in carne simbolica, in contrasto con il tape rosso che ne disegna il corpo riportandoci all’immagine di un crimine, così componendo una mappa silenziosa del femminicidio.
Fosco Valentini
L’arte come una macchina celibe, consuma senso senza utilità e proprio per questo resta uno scandalo necessario nel nostro rapporto con le macchine e il digitale. L’arte digitale si colloca in questa soglia, come uno “Scandalo tecnologico” che sfugge alla domanda funzionale del nostro tempo: “a cosa serve?”. In una società che attribuisce valore solo a ciò che è produttivo o vendibile, ciò che non ha scopo immediato viene escluso o frainteso. Eppure, e proprio in questa eccedenza che l’arte continua a interrogare il rapporto tra macchina, coscienza e desiderio, restando uno spazio di tensione aperta e non risolta.
Francesca Sanfilippo
Respectful Boundaries non è solo un’installazione artistica e coinvolgente ma anche uno strumento per il cambiamento sociale. Sfida la società ad affrontare la questione del consenso e delle molestie, spingendoci tutti a essere più rispettosi dei confini personali e più empatici verso le esperienze degli altri.
Francesco Di Gregorio
Una raccolta di fotografie scattate sui mezzi pubblici e ambienti comuni con l’intento di indagare i nuovi atteggiamenti delle persone nella dipendenza dai telefoni cellulari. Fotografie scattate dal telefono a telefoni. Da questi ritratti emerge il condizionamento che abbiamo subito e accettato supinamente in cambio di una comodità che paghiamo a caro prezzo in termini di assopimento intellettuale e appiattimento della coscienza critica verso la realtà che ci circonda.
John Doing
Tutto ciò che coinvolge le nostre percezioni può essere descritto in tutte le forme immaginabili. L’esperienza accumulata negli anni stimola l’interpretazione del passato, del presene e del futuro. La gamma di simboli usata da JD ha come scopo la somma degli elementi fondamentali di diverse culture, che sono entrati a fare dell’immaginario comune e perciò interagiscono.
Tutto senza limiti d spazio e di tempo.
Nicola Ganser
Big Lie interroga il rapporto tra verità, narrazione e potere nel contesto contemporaneo. Ciò che ci viene raccontato corrisponde davvero alla realtà, oppure le dinamiche che orientano le sorti del mondo sono guidate da intessi e soggetti che restano invisibili, esclusi dal dibattito pubblico? L’opera offre uno spunto di riflessione senza pretesa di esaustività, con la volontà di offrirsi come spazio critico: il dubbio come strumento di consapevolezza.
Mileva Coray
Nel cuore antico di Carona, tre presenze si ergono come soglie da attraversare. Non sono semplici figure: sono frammenti di umanità, sospesi tra ciò che appare e ciò che si nasconde.
Ogni installazione si compone di tre moduli lignei, pensati per essere attraversati fisica-mente dallo spettatore. Sul primo pannello si offre il mezzo busto della persona, mentre sul lato opposto emergono i suoi dialoghi interiori. Sul secondo pannello, posto a circa 150 cm, altri pensieri e voci interne si dispiegano; sul retro, la nuca e le spalle rivelano ciò che normalmente resta invisibile.
Zuni de Fernex
Quale futuro vogliamo costruire insieme?
L’installazione si presenta come un monolito etico nel cuore della piazza. Quattro sfere dipinte con i colori vibranti e fragili del nostro pianeta accolgono i passanti, non come spettatori passivi, ma come co-autori di un futuro possibile. Le sfere si vannotrasformando grazie alla collaborazione delle persone che applicano immagini, disegni, pensieri per dare forma visiva ai propri desideri e visione futura della nostra umanità, Un organismo collettivo in continua evoluzione che alla fine diventa un mosaico di un possibile futuro che vogliamo costruire insieme con una atmosfera di unità e solidarietà.
Filippo de Fernex
Una caverna che custodisce il mistero, gli dèi di ogni tempo e cultura sulle pareti di roccia emergeno come visioni eterne. un’esperienza che mette il divino nelle mani del visitatore. Entrare significa varcare una soglia sottile, dove il sacro smette di essere distante e diventa improvvisamente intimo, tangibile e reale. Un’esperienza per mettere l’uomo al centro dell’universo attraverso un atto concreto di modellazione della propria immagine divina.